Nirkiopnicola: Umorista, Scrittore e Regista!

CULTURA

Nicola Conversa, l'amore per il teatro, la scrittura e il cinema.

Nirkiopnicola: quel bravo ragazzo umorista, scrittore e regista!

Che sia chiaro, il senso dell’umorismo è una qualità innata. Forse potrebbero trasmetterla i genitori attraverso il DNA, quindi potrebbe essere nascosta nell’eredità genetica ma sicuramente non può essere appresa tra i banchi di scuola e nemmeno nei corsi universitari

Umoristi si nasce, anzi si esce ( dalla pancia ndr.)

Per quanto tu possa trovare libri che insegnino ad essere simpatici, leggeri, alla mano e gentili allo stesso tempo, se il senso dell’umorismo è nel tuo patrimonio genetico così come lo sono i tuoi difetti, potrai essere un vincente.

Aggiungi a questo gradevole pezzo di eredità, la passione per la recitazione e la scrittura, non c’è triade che regga.

Dunque fortunato è Nicola Conversa, noto sul social Instagram come Nirkiopnicola, perché queste qualità le possiede tutte.

Tuttavia Nicola è un ragazzo semplice ed è sempre fascinoso sapere che se pur talentuosi e promettenti, si abbia la capacità di mantenere i piedi a terra.

Il teatro e l’amore per le risate della gente

Nato a Taranto ( il suo nome non ci dice nulla in merito alla sua Puglia), dove se parli di regia e di scrittura, sei implicitamente condannato alla “fame” ( per le dicerie comuni), Nicola segue studi classici.

Da bambino voleva fare l’edicolante ( <<Ero già un bambino deficiente!>>, sottolinea), poi a vent’anni il giornalista, sino a quando non si rende conto che ama il suono delle risate della gente. All’università studia comunicazione e comincia ad avvicinarsi all’ambiente teatrale. “In quel contesto mi sono reso conto quanto fosse interessante stare dietro, ovvero scrivere il copione, decidere cosa dovessero fare gli attori”, ha spiegato Nirkiopnicola.

Autodidatta, fortemente, per imparare a scrivere film, ne ha guardati tantissimi leggendo contemporaneamente le sceneggiature.

Ho seguito solo un corso in una scuola di sceneggiatura romana, ottenuto grazie ad una borsa di studio. Per il resto vado ad istinto. E’ sicuramente figo che si lavori “di pancia” ma talvolta lo studio è fondamentale”.

Conversa non è uno che si è montato la testa, anzi è la sua umiltà che lo rende vincente.

Amante dell’italianissimo Paolo Genovese, del noto regista apprezza la capacità di creare grandi trame partendo da sceneggiature semplici.

<< In “Perfetti sconosciuti” vi è la dimostrazione che un’intera pellicola si dispieghi in un unico luogo, raggruppando i personaggi attorno ad un tavolo. Siamo sempre convinti che sia necessario fare grandi cose per produrre un buon film, ma non è affatto vero. Questa produzione di Genovese è la dimostrazione che si possa creare un capolavoro anche in una stanza. Tra i registi stranieri amo Christopher Nolan>>, ha spiegato Conversa.

“Mezzanotte zero zero”: candidatura come miglior corto ai David 2018

Si trasferisce a Milano nel 2017, dopo aver intrapreso una collaborazione importante con l’agenzia Newco Management. << Trascorrevo molto più tempo sull’aereo per salire e scender da Milano che alla fine decisi, insieme ad i ragazzi che lavoravano con me, che fosse opportuno trasferirsi. Milano è una città meritocratica, un’opportunità la da a tutti>>, ha sottolineato Conversa.

La vita professionale del giovane pugliese cambia nel 2018, quando il suo cortometraggio “Mezzanotte zero zero”, una commedia con leggere velature drammatiche, è candidato ai David di Donatello come miglior corto.

Qualche minuto dopo l’annuncio, il cellulare di Nirkiopnicola esplode di telefonate. E’ proprio il suo lavoro a rientrare nella cinquina da cui uscirà il vincitore.

Girato in una settimana, quattro giorni a Taranto e tre a Milano, il tema dominante è il tempo, il rapporto con il passato e l’incubo/gioia di festeggiare i compleanni. << Io odio festeggiare i compleanni e sono spaventato dallo scorrere del tempo. Non è un caso che trovi sempre il modo per tenermi occupato. Anche rilassarmi sul divano non mi fa sentire a mio agio. Sento che sto perdendo qualcosa>>, ha sottolineato il giovane regista e scrittore.

Narrare la vita vera: i racconti erano tutti nella “sua testa”

Perché sì, Nirkiop è anche un narratore di vita vissuta, di ricordi che non sbiadiscono ma che sono fermi in un certo tempo dell’esistenza, di giornate trascorse a pensare che gli affetti siano eterni.

A quasi un anno dall’uscita di “Nella mia testa”,  trentatré storie tutte diverse ( addirittura si narra dell’amore tra un lato B e la poltrona di un cinema), ogni racconto è un’avventura a sè. Tutti i racconti sono legati da un mega ricordo autobiografico: il gioco che Nicola da bambino soleva fare con suo nonno. Entrambi si accomodavano su una panchina e cominciavano a fantasticare sulla vita dei passanti. << Ho portato questo giochino su Instagram. Le storie che ho raccontato nei video sono piaciute. Ho avuto un seguito ed è per questo motivo che Mondadori e Rizzoli mi hanno chiesto di trasformare questi brevissimi racconti in storie da racchiudere in un libro>>.

Nirkiop, anche da scrittore, ce la fa. Dopo la pubblicazione “Nella mia testa” risulta tra i primi venduti su Amazon e le recensioni sono positive. << In quel frangente ho cominciato ad acquisire maggiore fiducia in quest’altra dote. Ho pensato che allora potessi vivere di scrittura>>, ha concluso Nirkiop.

Ed è sicuramente entusiasmante e magnifico, aggiungiamo.

 

Ilaria Cotarella

 

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